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Trasformiamo la maldicenza in comprensione amorevole

Siamo onesti. Tendiamo un po’ tutti a farci accettare. È la logica dell’istinto gregario. Quell’istinto primordiale che porta gli individui ad aggregarsi affinché si sentano maggiormente protetti.

Se siamo accettati, possiamo sperare di ottenere anche aiuto nel momento del bisogno.

Sono dinamiche ancestrali che tutti abbiamo, ma pochi riconoscono.

L’istinto gregario si attiva anche quando ci troviamo a partecipare a conversazioni basate sulla critica.

Vi capita mai di farvi risucchiare? Le dinamiche di gruppo spesso hanno il potere di contagiare i singoli, anche se sono di opinione totalmente differente.

Qui sta la sfida di coloro che intraprendono il sentiero spirituale. Riuscire a emanciparsi dalle dinamiche dell’uomo ordinario.

L’uomo della massa spesso non pensa. Ha sovente idee preconfezionate prese qua e là, che riporta nelle conversazioni, ma senza un vero discernimento. Senza che ci sia un pensiero originale, frutto di una sua elaborazione.

Diciamo meglio che le idee colte dalle varie fonti non vengono quasi mai digerite, ma soltanto memorizzate e confezionate.

L’uomo spirituale invece cerca momenti di solitudine in cui entrare nel profondo di sé stesso.

Egli ha la necessità di elaborare il suo personale pensiero, aprendo il cuore in contatto con la sua anima.

Quindi, se siete anche voi sul sentiero spirituale, il consiglio è di non alimentare la maldicenza, ma di inserire nelle conversazioni elementi positivi. Anche solo come spunti.

e se tizio o caio stesse passando un brutto momento? Vi ricordate che….”.

Così facendo portiamo degli spunti di riflessione, magari invitando i partecipanti a considerare punti di vista diversi di quelli acquisiti solo per sentito dire.

Possiamo proporre di iniziare a ragionare in maniera diversa. Si passa così dal semplice riportare frasi fatte, ad un pensiero più personale. È un invito che dobbiamo fare senza alcuna costrizione né spirito di contrapposizione.

L’uomo spirituale lavora in modo scientifico. Si rende conto che tutto ciò che dice e che pensa va ad alimentare l’una o l’altra parte della grande dualità.

All’abitudine della critica, propone un pensiero di amorevole comprensione. È consapevole che lui stesso è stato molte volte oggetto di critica, e si rende conto della sofferenza che che tale situazione comporta.

Egli apre il cuore ed è empatico. Quando gli viene riportato un pettegolezzo, lo blocca e non lo riporta. Lo sforzo è di interrompere la catena delle dicerie e di non alimentare la relativa forma pensiero. Tutti coloro che sono sul sentiero hanno il dovere di immettere altre forme pensiero di vibrazione alta, che vadano a sostituire quelle esistenti.

Si assorbe l’energia negativa e la si riveste con quella del cuore.

 

 

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