Uno dei presupposti per entrare nell’ottica di una spiritualità scientifica, è quella di concepire ogni ambiente in cui entriamo come un campo magnetico. Ossia una forma pensiero.
Possono anche essere gruppi di persone che si ritrovano, ma sono comunque campi magnetici, aure che vibrano, che emettono onde di determinate frequenze, che pensano, parlano.
Tutto ciò sono tutte forme di energia.
Tutto è energia e tutto è frutto di pensieri come energia generatrice.
Poi si trasforma in emozioni e in azioni concrete nella materia. Il pensiero, lo sappiamo perché ce lo dice la scienza, è energia.
In questi campi magnetici la nostra aura e il nostro personale campo magnetico potrebbero non essere in risonanza.
Tante sono le persone che avvertono tale dissonanza come una forma di disagio, di malessere.
Sono spesso le donne, le quali sono maggiormente a contatto con le loro emozioni.
Ma anche i bambini, i quali non subiscono ancora gli annebbiamenti della mente.
I miei figli, ad esempio, sentivano subito il disagio quando entravano in certi supermercati, negozi, autobus, e iniziavano a piangere.
Nei bambini non c’è ancora la “mente che mente”. Noi adulti invece non facciamo alcuna fatica a coprire le nostre sensazioni per renderci maggiormente conformi alla massa.
Il fatto di non essere in assonanza con gli ambienti che frequentiamo comporta il rischio di farci risucchiare anche se di base non saremmo propensi a prendere determinate posizioni.
Per una pura questione numerica, un numero maggiore di persone in accordo tra di loro non possono che assorbire il singolo o una minoranza di individui.
Ma qui possiamo fare qualcosa di spiritualmente valido.
Certamente non la contrapposizione poiché scatenerebbe un conflitto che ci porterebbe sul lato opposto della dualità bene-male, o meglio evolutivo-involutivo. Intendiamo questo nel senso di evoluzione della coscienza, ossia della capacità di discernimento orientata perso principi di bene, di unità e di amore per tutti gli esseri. Insomma, di tutti quei concetti che i grandi maestri del passato ci hanno lasciato. (Buddha, Cristo, ecc).
Possiamo invece diventare emissivi.
Un concetto fondamentale da fare nostro è quello che ci dice che chiunque non sia vigile ed emissivo rispetto a ciò che non lo rappresenta, è una potenziale vittima.
Questo perché una persona rimane passiva rispetto a ciò che tenta di assorbirla, mancando infatti la capacità di discernimento.
L’emissività di una persona spirituale sta nel mantenere nel suo campo energetico di pensiero, concetti di bene, fratellanza, unione tra gli esseri, comprensione amorevole.
Tutto ciò è la migliore schermatura per chi ha deciso di inserirsi nel percorso spirituale.
Mantenersi saldi ed emettere i propri principi spirituali in emanazioni di pensiero nell’ambiente, questa è la nostra miglior difesa.